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Elevare il profilo
del consolato americano e radicarlo sul territorio è stato lo
stimolo alla visita ufficiale che oggi, mercoledì 6 ottobre,
il Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze,
William W. McIlhenny, ha recato al Commissario dell’Autorità
Portuale di Livorno, Bruno Lenzi e all’Ammiraglio Marco
Brusco, Comandante del Porto, presso la sede dell’Autorità
Portuale, a Palazzo Rosciano. Ma l’incontro ha offerto
l’occasione per confermare l’imminente arrivo dei doganieri
americani nel porto di Livorno, previsto per la fine di
ottobre, la prima metà di novembre al massimo, e quindi
l’avvio nel Porto di Livorno della Container Security
Initiative, e cioè il controllo sistematico dei contenitori in
partenza per gli Stati Uniti. “Tra un mese – ha confermato il
Console – tre agenti delle dogane americane saranno distaccati
a Livorno per lavorare a tempo pieno sul C.S.I. e trovare il
giusto equilibrio per facilitare i flussi di traffico con gli
Stati Uniti. L’obiettivo finale consiste nel migliorare la
sicurezza senza ostacolare il flusso dei servizi e delle
merci, fondamentale per la nostra economia”. Da parte sua il
Commissario Lenzi ha sottolineato l’importanza vitale per il
porto di Livorno del commercio con gli Stati Uniti spiegando
come il problema della security abbia imposto negli ultimi tre
anni un’organizzazione differente rispetto al passato
obbligando ad un innalzamento delle misure di sicurezza nel
porto. Lenzi ha poi fatto riferimento all’eccezionale e
proficuo rapporto di collaborazione con la Capitaneria di
porto, l’Agenzia delle Dogane e tutte le altre forze di
polizia preposte al controllo della security portuale, che ha
portato alla redazione del Piano di sicurezza Portuale e al
recepimento delle misure imposte dagli Stati Uniti.
“Accoglieremo i funzionari delle dogane americane – ha detto
Lenzi - con la stessa spinta collaborativa che ha
caratterizzato il nostro lavoro fino a questo momento”.
L’Ammiraglio Marco Brusco, da parte sua, ha spiegato come il
porto di Livorno sia partito in anticipo rispetto alla
normativa internazionale istituendo un gruppo di lavoro, sotto
l’egida della Prefettura, a cui hanno partecipato tutte le
istituzioni e le forze di polizia interessate, anticipando di
fatto il recepimento della normativa internazionale in materia
di security. “Posso affermare con tranquillità – ha concluso
Brusco – che il livello di sicurezza in questo porto ha
raggiunto un grado molto elevato e le procedure che hanno
accompagnato l’arrivo e la permanenza in porto della Queen
Mary ne sono state una testimonianza”. Collaborazione e
sinergia sono le parole d’ordine che hanno portato ai
risultati finora ottenuti nell’ambito della security. “D’altra
parte – ha spiegato L’ingegner Giovanni Motta, dirigente della
Sicurezza, Qualità e Ambiente dell’Autorità Portuale di
Livorno – Livorno aveva già aderito due anni fa al C.S.I.,
mettendo in moto la collaborazione tra Agenzia delle Dogane e
U.S. Custom, facilitata anche dal tradizionale rapporto con
Camp Darby e quindi con l’organizzazione americana. Questi due
percorsi, fino ad oggi paralleli, si sono incrociati
producendo un effetto moltiplicatore sulla security. Quando a
luglio del 2005 entrerà in vigore il regolamento europeo, più
restrittivo rispetto al codice ISPS, allora tutto il porto e
non i singoli terminals saranno soggetti ad esso; ma noi siamo
già preparati anche a questo”. La delegazione americana,
composta oltre che dal Console anche da Barbara Lapini,
esperta commerciale, e Fabrizio Giannozzi, specialista di
economia politica, è stata poi accompagnata per una visita del
porto, resa possibile grazie alla collaborazione della
Capitaneria di Porto che, nelle persone del Comandante Betti e
del Comandante Marsili, presenti all’incontro, ha messo a
disposizione la motovedetta. |