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06/10/2004

 

VISITA UFFICIALE DEL CONSOLE AMERICANO A FIRENZE CONFERMA AVVIO DELLA CONTAINER SECURITY INITIATIVE

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Elevare il profilo del consolato americano e radicarlo sul territorio è stato lo stimolo alla visita ufficiale che oggi, mercoledì 6 ottobre, il Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, William W. McIlhenny, ha recato al Commissario dell’Autorità Portuale di Livorno, Bruno Lenzi e all’Ammiraglio Marco Brusco, Comandante del Porto, presso la sede dell’Autorità Portuale, a Palazzo Rosciano. Ma l’incontro ha offerto l’occasione per confermare l’imminente arrivo dei doganieri americani nel porto di Livorno, previsto per la fine di ottobre, la prima metà di novembre al massimo, e quindi l’avvio nel Porto di Livorno della Container Security Initiative, e cioè il controllo sistematico dei contenitori in partenza per gli Stati Uniti. “Tra un mese – ha confermato il Console – tre agenti delle dogane americane saranno distaccati a Livorno per lavorare a tempo pieno sul C.S.I. e trovare il giusto equilibrio per facilitare i flussi di traffico con gli Stati Uniti. L’obiettivo finale consiste nel migliorare la sicurezza senza ostacolare il flusso dei servizi e delle merci, fondamentale per la nostra economia”. Da parte sua il Commissario Lenzi ha sottolineato l’importanza vitale per il porto di Livorno del commercio con gli Stati Uniti spiegando come il problema della security abbia imposto negli ultimi tre anni un’organizzazione differente rispetto al passato obbligando ad un innalzamento delle misure di sicurezza nel porto. Lenzi ha poi fatto riferimento all’eccezionale e proficuo rapporto di collaborazione con la Capitaneria di porto, l’Agenzia delle Dogane e tutte le altre forze di polizia preposte al controllo della security portuale, che ha portato alla redazione del Piano di sicurezza Portuale e al recepimento delle misure imposte dagli Stati Uniti. “Accoglieremo i funzionari delle dogane americane – ha detto Lenzi - con la stessa spinta collaborativa che ha caratterizzato il nostro lavoro fino a questo momento”. L’Ammiraglio Marco Brusco, da parte sua, ha spiegato come il porto di Livorno sia partito in anticipo rispetto alla normativa internazionale istituendo un gruppo di lavoro, sotto l’egida della Prefettura, a cui hanno partecipato tutte le istituzioni e le forze di polizia interessate, anticipando di fatto il recepimento della normativa internazionale in materia di security. “Posso affermare con tranquillità – ha concluso Brusco – che il livello di sicurezza in questo porto ha raggiunto un grado molto elevato e le procedure che hanno accompagnato l’arrivo e la permanenza in porto della Queen Mary ne sono state una testimonianza”. Collaborazione e sinergia sono le parole d’ordine che hanno portato ai risultati finora ottenuti nell’ambito della security. “D’altra parte – ha spiegato L’ingegner Giovanni Motta, dirigente della Sicurezza, Qualità e Ambiente dell’Autorità Portuale di Livorno – Livorno aveva già aderito due anni fa al C.S.I., mettendo in moto la collaborazione tra Agenzia delle Dogane e U.S. Custom, facilitata anche dal tradizionale rapporto con Camp Darby e quindi con l’organizzazione americana. Questi due percorsi, fino ad oggi paralleli, si sono incrociati producendo un effetto moltiplicatore sulla security. Quando a luglio del 2005 entrerà in vigore il regolamento europeo, più restrittivo rispetto al codice ISPS, allora tutto il porto e non i singoli terminals saranno soggetti ad esso; ma noi siamo già preparati anche a questo”. La delegazione americana, composta oltre che dal Console anche da Barbara Lapini, esperta commerciale, e Fabrizio Giannozzi, specialista di economia politica, è stata poi accompagnata per una visita del porto, resa possibile grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto che, nelle persone del Comandante Betti e del Comandante Marsili, presenti all’incontro, ha messo a disposizione la motovedetta.

 

 



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